La prima salita in invernale al rifugio più alto d’Europa da parte di una persona che ha subito il trapianto di entrambi i polmoni.

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IL PROTAGONISTA DELL’IMPRESA

Marco Menegus è nato a Milano, ma è cresciuto a San Vito di Cadore. Ora vive a Belluno.

A sette anni gli è stata diagnostica la fibrosi cistica. Da allora è curato a Verona, presso il Centro Fibrosi Cistica, creato dal Professor Gianni Mastella, ora direttore scientifico della Fondazione Fibrosi Cistica. A quindici anni ha iniziato ad arrampicare con suo padre e a sedici a fare scialpinismo, sempre con lui (entrambe le attività le ha portate avanti in ogni momento della vita, anche nella fase terminale della malattia, portando nello zaino due bombole di ossigeno, del peso complessivo di 15 chili, e che garantivano circa due ore di autonomia). Dal 2009 la situazione clinica si è molto compromessa e a settembre 2010 Marco ha iniziato l’ossigenoterapia notturna, e da gennaio 2011 è passato a farla 24 ore al giorno. Sempre a gennaio gli è stato proposto il trapianto bipolmonare come unica possibilità di sopravvivenza.

A metà aprile 2012 è stato chiamato a Padova e sottoposto con pieno successo al trapianto.

LUOGO: MASSICCIO DEL MONTE ROSA – ITALIA/SVIZZERA- PUNTA GNIFETTI (4554 mt)

Il Massiccio del Monte Rosa si trova nelle Alpi Pennine e si estende su territorio italiano e svizzero a est del Monte Cervino. È particolarmente famoso per la sua parete est, la parete a più alta prominenza delle Alpi e l’unica di dimensioni himalayane, mentre altro versante particolarmente imponente è la cosiddetta parete valsesiana del Monte Rosa, che affaccia su Alagna Valsesia. Il versante nord svizzero è invece sede di imponenti ghiacciai.

La Punta Dufour, con i suoi 4.634 metri, è la vetta più alta del gruppo, intitolata in omaggio al Generale svizzero e grande cartografo Guillaume-Henri Dufour (1787 – 1875). Sulla Punta Gnifetti è ubicato invece il rifugio alpino più alto d’Europa, la Capanna Regina Margherita (a quota 4.554 metri), sede anche di una stazione meteorologica e centro di ricerche sugli effetti dell’alta quota sul corpo umano. Il massiccio è ampiamente visibile da una parte relativamente estesa della Pianura Padana.

OBIETTIVO DELL’IMPRESA

L’obiettivo dell’impresa è realizzare il sogno di MARCO MENEGUS: la prima salita in invernale al rifugio più alto d’Europa da parte di una persona che ha subito il trapianto di entrambi i polmoni.

LA PERFORMANCE NON È MAI STATA TENTATA PRIMA.

LA VIA DI SALITA

La salita al rifugio Regina Margherita è basata su tecniche standard di progressione sulle vie alpine con pendenze ghiacciate. Ciò che distingue questa impresa dalle altre è la salita in invernale, quindi con temperature artiche esaltate dall’effetto windchill (il vento aumenta il freddo percepito dal corpo), la via non tracciata e l’utilizzo degli sci per la progressione su neve fresca.

La salita al rifugio Regina Margherita rappresenta una sfida fisica anche per alpinisti normodotati che la affrontano in estate.

Abbiamo scelto di salire da Alagna Valsesia, utilizzando gli impianti di risalita fino a Punta Indren (3260), per poi iniziare la salita su ghiacciaio fino a raggiungere la Capanna Gnifetti (3647), base di partenza di tutte le grandi vie sui ghiacciai del Monte Rosa. Trascorreremo la notte nel locale invernale del rifugio (chiuso nel periodo invernale) per attaccare la salita all’alba del giorno successivo. Dal rifugio Gnifetti affronteremo la salita lungo il ghiacciaio fino a raggiungere il Colle del Lys (4151). Da qui un lungo percorso pianeggiante ci porterà ai piedi del tratto finale verso la punta Gnifetti, dove è ubicato il rifugio Regina Margherita: 400 metri di dislivello verticale in alta quota.

Raggiunto il rifugio affronteremo un’altra elettrizzante sfida: LA DISCESA SEMI INTEGRALE CON GLI SCI.

Dalle Punta Gnifetti (4554), cioè dal rifugio Regina Margherita, scieremo lungo il ghiacciaio fino a Punta Indren (3260): lì utilizzeremo gli impianti di risalita per scendere fino al Passo dei Salati (3000) ed inforcheremo nuovamente gli sci per scendere ad Alagna (1191).

L’INTERA PERFORMANCE NON È MAI STATA TRENTATA PRIMA DA UNA PERSONA CON TRAPIANTO DI ENTRAMBI I POLMONI

LA SQUADRA CHE LO SEGUIRA’

Per compiere e supportare questa impresa abbiamo creato una squadra altamente qualificata formata da elementi di provata esperienza alpinistica internazionale.

LUCA COLLI

Luca Colli è Personal Trainer, Guida AMM del Collegio Guide Alpine Lombardia e atleta estremo. Vanta numerose salite e record sulle vette più alte di tutti i continenti. Nel 2014 ha ideato, realizzato e portato a termine l’impresa “Toccando il cielo” nella quale ha accompagnato il Mar. Alpino Barisonzi, gravemente ferito in Afghanistan e tetraplegico, al rifugio Regina Margherita.

SERGIO GABBIO

Sergio Gabbio è guida Alpina storica del Corpo Guide Alagna Valsesia. Pioniere dello sci alpinismo e dello sci estremo sulle Alpi e nel mondo, vanta un’enorme esperienza internazionale e numerose ascensioni sulle vette di tutto il mondo. Nel 2014 ha coordinato l’impresa “Toccando il cielo” con Luca Colli.

ANDREA DEGASPARIS

Giovane Guida Alpina del Corpo Guide Alagna Valsesia, straordinario sciatore sul ripido, è un atleta di grande talento. Ha partecipato alle spedizioni di Luca Colli su Mt. Denali-McKinley (6194) in Alaska, Mt.Aspiring (3033) e Mt.Aoraki-Cook (3.753) in Nuova Zelanda.

DOTT. LUIGI VANONI

Luigi Vanoni è medico alpinista ed ha seguito l’impresa “Toccando il cielo” monitorando passo passo lo stato di salute del Mar. Barisonzi attraverso misurazioni e test sul campo in tempo reale.

NATALIA SIBILIA E LUCA TONDAT

Infermieri soccorritori del soccorso alpino che aiuteranno il Dott. Vanoni a monitorare Marco durante l’impresa.

PARTNERS DELL’IMPRESA

Sport & Comunicazione S.r.l.

Piazza San Pio X, 9, 35019, Tombolo, Padova

info@sportecomunicazione.it